Un articolo un po’…generico, ma importante, cultura insomma

Colgo l’occasione per introdurre una cosa che, mmh si, diamo per scontata. Siccome sarà cosa lunga, prendetevi un bicchiere di buon Whisky (o Bourbon se siete del sud), accendetevi una sigaretta e mettetevi comodi.
Intanto, che cosa stiamo ballando? Ma cos’è ‘sto Lindy Hop (che quando lo diciamo a qualcuno, succede immancabilmente che venga inteso come “Indy hop”, che, è vero, è anche un ballo veloce ma qua Indianapolis c’entra poco…) e da dove viene?

Viene da lontano, nel tempo e nello spazio. Intanto non nasce, cioè non è che uno si è svegliato un mattino dicendo “oggi invento il Lindy Hop ma è un evoluzione di tanti balli che si praticavano nel periodo tra gli anni tra il 1910 ed la fine degli anni ’20, balli dai nomi strani come il Foxtrot (che si pratica ancora oggi) l’one step ed il two steps, il Charleston il Breakaway che però era un derivato dei balli definiti “animaleschi” come il Turkey Trot o il Grizzly Bear (lo ballano in una puntata della serie TV inglese Downtown Abbey) nonché con il contributo del Ragtime come base musicale.

Una di queste evoluzioni prende piede ad Harlem alla fine degli anni ’20 ad opera di alcuni ballerini che orbitavano attorno al Savoy Ballroom (prima sala da ballo “integrata” dove neri e bianchi potevano ballare nella stessa sala, cosa non scontata all’epoca), tra cui c’era George Snowden, noto con il nomignolo di Shorty George per via della sua statura.

All’epoca (un paio d’anni prima del crollo di Wall Street e dell’innesco di una crisi decennale molto simile a quella che stiamo vivendo ora) Harlem era un quartiere abitato prevalentemente da neri, i cui locali notturni erano, per lo più, frequentati da bianchi in cerca di facili esotismi. Gli anni ’20 sono stati anni di un benessere basato sulla compravendita di azioni e sovraproduzione di beni…

Erano anche gli anni del proibizionismo (Volstead Act, 1919-proibito bere alcolici) dei gangsters e dei locali equivoci dove, invece, il Whisky si beveva eccome, di contrabbando.

Non si ballava tantissimo, diciamo, anzi, fino alla fine degli anni ’20 quasi tutte le feste da ballo erano avvenimenti privati. Grandi, se avevi i soldi, a casa tua e per pagare l’affitto se eri nero e, di conseguenza, povero. Forse il Savoy è stata una delle prime grandi sale da ballo aperte al pubblico. Invece il famoso Cotton Club, un locale gestito da neri non accettava neri tra i suoi clienti, per onore di cronaca.

In questo ambiente Shorty George aveva iniziato a manipolare il Charleston in modo da eseguirlo facendo fare alla sua follower dei “breaks” dove la ballerina passava da posizione chiusa (come in tutti i balli, anche il Valzer, il Tango, il Foxtrot) a posizione aperta, cioè uniti solamente tramite la mano sinistra. Destino voleva che un giornalista passasse di li per caso ed avesse una certa sensibilità riguardo al ballo e, incuriosito, domandò a Shorty di che ballo si trattasse.

Shorty non aveva un nome per quello che stava facendo, perché il ballo è così, si crea e basta. Li per li non sa cosa dire, poi si ricorda di un titolo di giornale letto un po’ di mesi prima su Charles Lindbergh e la sua trasvolata atlantica senza scalo: “Lindy Hops for St Louis”, e risponde-”I’m doing the Hop, the Lindy Hop…”

Però il 1929 con la crisi è alle porte, Il crack finanziario di Wall street mette l’America (ed il mondo) in ginocchio. E, come se non bastasse, la siccità si abbatte nell’area centrale, prevalentemente rurale, degli Stati Uniti costringendo i piccoli proprietari terrieri, ipotecati con le banche, a lasciare le loro terre, espropriati e costretti ad emigrare verso la California in un esodo doloroso.

Arrivano i cupi anni ’30, anni di povertà , disoccupazione e…voglia di divertimento a basso prezzo.
Il ballo è, ora, la principale fonte di divertimento per le masse diseredate di questi tristissimi anni ’30, principalmente come forma di reazione alla deprimente situazione nella quale ci si trovava. Anzi, il Lindy Hop con la sua carica vitale ed energetica diventava un momento di gioia per “staccare” dalla vita di tutti i giorni.

Cambia lo stile musicale in voga, si ampliano le orchestre che diventando Big Band con 15-20 o più elementi (complice la possibilità di tenere i costi e gli stipendi relativamente bassi vista la disoccupazione esistente) la musica si ammorbidisce, diventa Swing…

Il Lindy si trasforma ulteriormente, nuovi e più dinamici passi vengono inventati un po’ in tutte le grandi città degli stati Uniti. Si aprono sale da ballo grandissime (quasi tutte interdette ai neri, anzi, ai niggers) come il Roseland a New York o il Palomar a Los Angeles…

si affacciano a questa scena un gruppo di “innovatori” del Lindy Hop, sempre ad Harlem (che sta vivendo da un po’ d’anni un periodo d’oro definito “Harlem renaissance”), sempre al Savoy. Il più rappresentativo di questi giovani ballerini di Lindy è Frankie Manning, uno dei tanti immigrati dal sud degli Stati Uniti ancora più impoveriti e per questo più razzisti che mai. Frankie rivoluziona il Lindy Hop introducendo gli Air Steps, cioè dei passi dove la ballerina veniva letteralmente proiettata per aria (quelli che, oggi, i fighetti chiamano aerials).

Non solo di leads è fatto il Lindy, famose followers di quegli anni sono una giovanissima Norma Miller, una grande Willa Mae Ricker e Ann Johnson.

Ma torniamo agli anni ’30, in queste sale da ballo gremitissime che ospitano fino a 2-3000 persone per un ingresso di pochi cents e dove era abbastanza complicato fare anche solo uno Swing Out un pelo più azzardato, ecco che si afferma in California un nuovo tipo di ballo, sempre di derivazione Swing (Swing è il tipo di musica sul quale vengono ballati Lindy, Foxtrot, Charleston ecc…), cioè il Balboa.

Il Balboa ha la caratteristica di eseguire le proprie varianti in uno spazio ristretto, non si rischia, insomma, di danneggiare malamente le coppie che si trovano attorno con un urto, chi balla alla Bookique sa cosa intendo…

Ma siamo arrivati alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, in Europa inizia nel 1939, gli Stati Uniti ci entrano dopo Pearl Harbour, nel dicembre del 1941, e li cambia tutto.

Grazie alle commesse militari, la disoccupazione non è più un problema, le famiglie cominciano ad avere più denaro da spendere, più benessere e comincia un altro tipo di esodo, quello verso le grandi città industriali, avide di forza lavoro per far fronte alle commesse.

Ed il ballo?

Con la partenza per la guerra (anche di famosi ballerini, Frankie Manning viene mandato a combattere nel Pacifico) le sale da ballo vengono invase da una folla di teenagers (e nasce la figura dell’adolescente come fonte di guadagno), 14-16 anni è l’età media de nuovi Lindy hoppers, il Lindy diventa child’s affair, anche se, oltremare, i soldati americani porteranno lo swing ed i balli ad esso legati.

Prima di partire per la guerra, Frankie Manning farà a tempo a partecipare ad una leggendaria scena di ballo in un altrettanto leggendario film: Hellzapoppin’, forse il primo film demenziale della storia, conosciuto da tutti i cinefili ed amato dai Monthy Python che da esso trarranno ispirazione. In Hellzapoppin’ troviamo anche Dean Collins, un altra delle star del Lindy anni ’40 che viene spesso ricondotto a quello che viene definito “Hollywood Style”. Dive dell’Hollywood style saranno follower come Jean Veloz (ancora viva, ancora danzante), Irene Thomas per dirne alcune..

Ma siamo alla fine della guerra e si afferma un nuovo tipo di Jazz che sostituisce lo Swing nei gusti degli appassionati: il BeBop.

Non mi soffermo ulteriormente sul BeBop che aveva come obiettivo proprio quello di nobilitare il Jazz e portarlo fuori da una funzione di svago legato al ballo facendolo assomigliare di più, come concetto, a quello della musica classica, intellettualizzarlo. I fraseggi si fanno più veloci, al principio i Lindy hoppers riescono ad elaborare dei passi, invero più sul versante dell’improvvisazione che rifà il verso al “solo jazz” che non ai vecchi patterns dello swing. Di base viene definito “imballabile”.

Il lindy, infine, come ballo in se si trasforma e genera altri balli, il primo Rock and roll incorpora parecchi passi lindy ma anche lo Skiffle in Gran Bretagna, il Boogie Woogie in Italia ne sono una versione più muscolare, più prestazionale, tipico di una voglia di riprendersi in mano la vita dopo un sanguinoso conflitto durato circa sette anni.

Gli anni ’60-80 vedranno il trionfo dei balli dove i partner danzano “staccati”, poi…succede qualcosa, ma sarà un altra storia. Ora, per concludere, un piccolo quiz per vedere come avete assimilato le informazioni da me propinatovi, provate ad indovinare:

1) Chi è questo signore?

a) Frankie Manning;     b) Adolf Hitler;   c) Matteo Renzi.

2) cosa stanno facendo questi due?

a) Litigano;   b) Fanno un passo di Lindy;   c) Kamasutra.

3) Dove ci troviamo, in questa foto?

a) Alla Grand Central di NY nel 1945;  b) al Poli di Gardolo;  c) Il treno delle 7,32 da Rovereto è in ritardo.

Siccome non mi passano il Plug-in per i sondaggi, dovrete spedire le risposte via lettera all’indirizzo di SDT.

Good night and good luck!
E.M.

 

 

 

 

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