Veri Uomini-consigli sull’abbigliamento maschile

Così come è accaduto per le Follower, inesorabilmente accade per i Lead: qualche dritta sull’abbigliamento dal punto di vista della semplicità, semplicità nel reperire quelle poche cose che, poi, ci daranno un tono sulle piste da ballo.

Anche qui mi piace partire da una serie di immagini che faranno da ispirazione per le nostre “citazioni”, anche ironiche o caricaturali, di un epoca tanto lontana.

L’uomo del 1940 rispecchia un canone che ne evidenzia la mascolinità, spalle larghe, torace ampio, fianchi stretti e, particolarità degna di nota: pantaloni moooolto ampi! Facendomi violenza aggiungo alle fotografie anche una pagina tratta da un catalogo di moda dove viene evidenziata in modo drammatico questa linea a “V” spalle-fianchi:

i personaggi risultano particolarmente agghiaccianti, per cui proseguiremo con delle fotografie di persone vere, ci saranno tanti abiti cosiddetti “doppiopetto” di gran moda fino allo scoppio della seconda guerra mondiale dopodichè, per via del razionamento dei materiali, anche tessili, verrà promulgata una serie di direttive con lo scopo di evitare lo spreco di stoffa nella realizzazione di abiti civili. Questo articolo cita il fatto.

 

Questo per dare l’idea dello stile all’epoca. Per maggiori dettagli consiglio di digitare “1940s men suit” su Google search o altri motori di ricerca.

Piccola nota sui particolari: i baveri delle giacche sono parecchio ampi, le cravatte larghe e di colori vistosi, i pantaloni hanno il risvolto ed il cappello è un complemento imprescindibile. Il modello di cappello più in voga si chiamava (e si chiama) Fedora.

 

E’ vero, si tratta di un abbigliamento piuttosto formale, ma c’è da dire che non mancavano le eccezioni, come nelle fotografie che seguono:

il signore a fianco è il papà dell’attore Robert de Niro in una fotografia scattata nel 1944. Robert de Niro Senior veste tipicamente “Greenwich Village” dove sopra un completo gessato piuttosto formale, indossa una camicia senza cravatta (all’epoca considerato bohemienne) e al posto delle classiche scarpe che oggi definiremmo ‘eleganti’ porta un paio di sandali.

Anche i capelli sono parecchio lunghi se rapportati allo stile di allora che riflettevano lo stile dei militari in servizio oltremare.

Io, personalmente, lo trovo strafigo. Era anche un pittore piuttosto quotato amico di Tennessee Williams ed Henry Miller per fare due nomi da poco…

 

Bellissimo! Un giaccone a scacchi con cintura portato elegantemente su di un paio di pantaloni, direi, grigio scuro (o marrone scuro) ed un Fedora inclinatissimo…la camminata sicura fa parte del pacchetto, su quella merita allenarsi un po’ come si fa con il bounce

 

 

 

 

Studente del college, anche i campus universitari seguivano differenti schemi estetici che spaziavano dal formale al casual più spinto.
Questo ragazzo indossa una camicia priva di abbottonatura su di un paio di jeans larghi in uno stile che guadagnerà popolarità nel decennio successivo, gli anni ’50. Questa foto è del 1945.

 

 

Anche una maglietta sopra ad un paio di baggy trousers va bene ed ha il vantaggio di sopportare le torride estati trentine…

 

Ho volutamente evitato sottoculture come lo stile Zoot Suit , del quale farò un intervento specifico e completo.

Ora che avete un po’ di riferimenti stilistici potete reperire il materiale aggiungendo, però, un’ultima considerazione: potete anche provare con un completo attuale, magari aggiungendoci un gilet e un bow tie, tipo questo signore qua sotto:

Per il resto, i soliti posti, Container in Via Belenzani (grande per pantaloni con risvolti, gilet e giacche) ma anche al Mercatino de Gaudenti. Pantaloni anni ’80 oversize (soprattutto Armani e Ferrè che dichiaravano apertamente la loro ispirazione agli anni ’40), completi del 1973-74 di tweed che si ispiravano agi anni ’30 ricordandosi, però, di rinforzare le spalle e segnare i fianchi (sempre la provvidenziale zia brava con la macchina da cucire). Per le camicie meglio il bianco o opalino che l’azzurro oppure a righe un po spesse, colletto meglio “chiuso”, si definisce “spearpoint”, evitando quelo cosiddetto “alla pescecane” che sembrate Gordon Gekko, così:

   

Direi che con questo possiamo concludere, non senza aver aggiunto qualche immagine curiosa che possa essere ulteriore fonte di ispirazione:

 

Il taglio dei pantaloni, il culo si deve vedere…evitate pantaloni troppo “flosci” in quella zona. Quando ballate, un fondoschiena ben delineato avvantaggia anche noi maschietti.

 

 

 

Bellissimo, tutte le parti di un tipo diverso, un composè che si può fare attingendo da abiti usati senza, per forza, avere un completo.
Qui si va sul semplice: pantaloni Principe di Galles e camicia denim.
s…stanno ballando, vero?

Ultima aggiunta per la quale dovrete avere tanto, ma tanto coraggio, cioè questo maglione terrificante che, dalle foto, sembra avesse anche degli estimatori:

saluti a tutti

Adrian, il sarto dei divi e delle dive

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