Categorie
Senza categoria

Swing music e fascismo/nazismo

Tutti siamo a conoscenza del fatto che un regime totalitario non è serio se non mette al bando qualcosa, giusto? Sennò che regime è?

Prendiamo un paio di esempi a caso, la Germania nazista e l’Italia fascista, tanto per scegliere. Bene, tutti sappiamo che la musica Jazz era proibita, in un caso perchè non era italiana e nell’altro perchè era musica degenerata di stampo ebraico-plutocratico in buona compagnia con altre forme d’arte (visuale, balletto ecc…).

Poi andiamo a girellare su YouTube e troviamo, ad esempio, questo:

Si tratta di In the mood, il celebre brano di Glenn Miller che è un po’ il simbolo di una certa musica nordamericana (non propriamente swing, lo definirei più pop, suonato dall’orchestra Cetra diretta da Pippo Barzizza ed il pezzo è del 1939. Solo il titolo di questa versione è “con stile”.

Certo, il fatto è che fosse la musica straniera ad essere proibita, non i ritmi quindi bastava che si cambiasse il titolo e si italianizzasse che poteva essere benissimo eseguita o anche incisa su disco, la burocrazia, si sa, è ottusa e una volta rispettata la forma poi si può fare ciò che si vuole.

In realtà l’avversione del fascismo verso la musica Jazz fu ondivaga, nella metà degli anni ’30 si pose addirittura a difesa del proprio, italico genere gez (si, proprio così veniva scritto) mentre dopo il 1938 venne bandito dalle trasmissioni radio (come venne bandita l’importazione dei film americani).

Più che sul Jazz in sè il regime si accaniva sulle canzoni che potevano venire interpretate come lesive al sistema, ad esempio “Faccetta nera” all’inizio fu censurata per troppa simpatia con la figura della ragazza eritrea, gli venne addirittura contrapposta “Faccetta bianca”, dimenticabile…

Ecco un altro paio di esempi mooooolto Swing:

Ma dai! addirittura Mood indigo di Duke Ellington, un negroide, come venivano definiti all’epoca…e guardate la data del primo dei due video: 1943, ci sarà l’otto settembre e la divisione dell’Italia in due, piena guerra.

Poi arrivò il Trio Lescano, la nostra versione delle Boswell sisters americane, che avevano tutto che non andava bene, erano olandesi (straniere), ebree e swingavano a più non posso. Ce lo avevano nel sangue e non potevano proprio farne a meno:

…pur avendo un mare dei guai, fecero il botto per poi scomparire nell’immediato dopoguerra facendo perdere le tracce, tuttora si sa poco della loro vicenda.

Quindi si può dire che il Jazz, pur ufficialmente proibito, trovava mille modi per farsi sentire. Richiestissimo dai giovani, almeno quelli non assuefatti ai mortiferi zumpappà del regime, veniva suonato magistralmente da Barzizza, Kramer, Angelini.

E la Germania?

Sappiamo che i nazisti erano mooooolto cattivi e sappiamo anche che dal 1941 su tutto il territorio tedesco vennero proibite tutte le manifestazioni di ballo, un po’ come sta succedendo oggi qua da noi, però…

però anche in questo caso, facendo una passeggiata per il web ecco che mi imbatto in questo:

notate la data: 1940! I tedeschi avevano già fatto fuori Polonia, Norvegia, Olanda, Belgio e Francia e Theo Reuter swingava tranquillo, ma non solo lui, questo solo un anno prima:

A questo punto potremmo anche mettere sul piatto una sottocultura che si venne a formare principalmente nella zona di Amburgo sotto il nome di Swing Jugend, si trattava di adolescenti che, semplicemente, rifiutavano di essere intruppati nelle Hitlerjugend e volevano vivere da adolescenti.

Non politicizzati, avevano eletto la musica Swing (il che mi sembra normale, era la musica veramente di moda in quegli anni ed il fatto che noi balliamo Lindy quasi esclusivamente ancora su quei brani ci dà la cifra del suo valore) come loro espressione. Purtroppo molti finirono male, o nei campi o sul fronte russo.

Ma il fenomeno più strano ha il nome di “Charlie and His Orchestra“, cioè di un orchestra che faceva musica Swing (e anche bene, addirittura nelle playlist di SDT ce ne sono un paio di brani che nessuno non anglofono ha mai notato) destinata a scopo di propaganda a venire diffusa sulle onde radio che venivano propagate verso i territori alleati, particolarmente verso il Regno Unito.

Voluta personalmente da Joseph Goebbles per evidenti scopi propagandistici.

Charlie, all’anagrafe il sassofonista Lutz Templin, ed i suoi ragazzi prendevano gli standard più diffusi della musica Swing e ne modificavano le parole in modo da risultarne degli epiteti contro Churchill o contro Roosevelt, ascoltate:

ascoltatene le parole, su YT potete trovare la discografia completa.

Per terminare voglio farvi vedere alcune scene tratte da film tedeschi proiettati nelle sale cinematografiche durante la seconda guerra mondiale:

ma…ma, cosa vedo? Jazz, Tip Tap, coreografie hollywoodiane, nel 1942 che i tedeschi stavano cominciando a prendersele in Russia…E questo?

oh mio Dio!!!! Cosa vedo? Atteggiamenti di Harlem! Donne che suonano e non fanno figli per la patria, magari lesbiche…

Hitler negli anni della guerra ordinò la realizzazione di “commedie leggere” a scopo di distrazione per un popolo sempre più insofferente per le ristrettezze imposte dalla guerra.

Probabilmente si penserà che io sia un paranazista nostalgico e revisionista però credo che per evitare di ricascarci si debba conoscere a fondo anche quegli aspetti più seduttivi caratteristici di questi regimi che ci hanno preceduti in modo da non sottovalutarli immaginandoli come monoliti trasudanti ignoranza, non avrebbero avuto così presa su così tante persone, anche intelligenti e talentuose e anche che amavano il Jazz. Sottovalutare un avversario è la strada giusta per permetterne il ritorno.

Un altra cosa è quanto sia importante la danza, oggi proibita, come espressione e sfogo. A volte anche come opposizione a chi vuole dominarci.

Good Bye, and Good Luck

E.M.

Lascia un commento